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Terminator Salvation: User Review
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/12/2009, 11:26


Aspettando Terminator Salvation...

Come per Star Trek, andrete a vederlo?
Inserite qui le vostre aspettative, i vostri commenti, le vostre recensioni e i vostri voti sul nuovo film della saga di Terminator.
 
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Neofita

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* Variety: “[McG] ci mostra un inaspettato talento per il terrificante, l'inatteso e l'imponente. Più dark, macabro e definito stilisticamente degli ultimi due film, Terminator Salvation presenta la stessa visione particolare che distingueva l'originale primo film di James Cameron, la velocità concitata di Speed e una attenzione vecchia maniera per gli eroi umani e umanoidi. (...) Quarto film nella acclamata serie fantascientifica, Terminator Salvation si apre e si chiude con l'umanità in guerra con le macchine. In altre parole, questa storia non si chiuderà tanto presto. E non dovrebbe farlo, se si manterrà su questi livelli. (...) La regia di McG è sempre intelligente. (...) Lo script di John Brancato e Michael Ferris a volte esce un po' dal sentiero battuto.

* The Hollywood Reporter: "Le macchine soddisfano le aspettative [gioco di parole intraducibile che si riferisce al terzo episodio, "The Machines rise to the occasion"]. Peccato che l'elemento drammatico sia altrettanto robotico. (...) Mentre il nuovo arrivato McG (Charlie's Angels) riesce a ottenere qualcosa dalle macchine in questo thriller post-apocalittico, ci sono ben pochi segni di vita quando si parla della piatta componente umana di questo film. (...) In assenza di Arnold Schwarzenegger, ingrediente importante nell'iconografia di Terminator (oltre che il fattore comico), il resto scarseggia. E sembra che i filmmaker abbiano intuito questa mancanza, cercando di realizzare un omaggio con riferimenti nelle battute e con gli effetti speciali. Ma non è la stessa cosa senza Governator.

* College Times: "Terminator Salvation rimane un buon episodio e un deciso miglioramento rispetto al terzo, non rivoluzionerà il genere fantascientifico con la sua trama o i suoi effetti visivi ma porta la saga verso una direzione interessante con un bel po' di azione ben realizzata. (...) Imponente e spettacolare come film d'azione fantascientifico, tuttavia non dà gli stessi colpi e il terrore dei primi due film. (...) E' un film d'azione estivo ben fatto che, come tutti i buoni riavvii, piacerà ai fan e attirerà nuovi spettatori. Non innova la saga, in quanto riprende vecchi temi; né è particolarmente aiutato da una certa assenza di sviluppo per la maggior parte dei personaggi, un montaggio poco coerente e una strana sequenza finale, tuttavia porta avanti alcune interessanti idee che indicano le direzioni che potrebbe percorrere la saga. 3/5"
 
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Successo per la prima di Terminator Salvation

Aumenta l'attesa per Terminator Salvation che uscirà stasera negli USA ed il 5 giugno in Italia. Tuttavia qualche migliaio di fortunati già ieri, allo scadere della mezzanotte, ha avuto l'opportunità di assistere alla prima assoluta. Il prestigioso IMDb, sito completamente dedicato al mondo del cinema, ne ha raccolto le prime impressioni dalla quale emerge un voto medio di 8,3/10. Un risultato da prendere con le pinze al momento, ma che comunque fa ben sperare.

Fonte: ScienceFictionForumFree
 
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Neofita

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Terminator Salvation stroncato da parte della critica

Se c'è stato un problema con la serie di Terminator dal terzo capitolo in poi, è stata sicuramente l'ombra di James Cameron e contemporaneamente lo scarso peso dei registi che si sono succeduti. Da una parte, distaccarsi troppo dal modello del realizzatore di Titanic sarebbe stato un grosso rischio, per via della prevedibile reazione negativa dei fan. Dall'altra, però, l'impressione è che Jonathan Mostow e McG non fossero personalità così imponenti da poter scegliere autonomamente una loro rotta precisa, senza lasciarsi condizionare da pressioni produttive e commerciali. Per questo, se il terzo capitolo della saga era un mero rifacimento di T2 nobilitato dagli ultimi cinque (ottimi) minuti, qui siamo su un analogo piano di (mancanza di) coraggio.

A stilare l'elenco delle cose ripetute/citate si rischierebbe di far notte: le frasi celebri (magari decontestualizzate), il Terminator che esce dalle fiamme o che continua a cacciare la sua preda anche senza le gambe, le inquadrature del Terminator che sale una scala, qualcuno sempre a disposizione per dare i suoi vestiti a chi ne ha bisogno o un automezzo che sfonda un muro e cade in basso per inseguire la sua preda. Addirittura, anche sul versante musicale si ricicciano cose già sentite. E quando non si saccheggia la saga di Terminator, c'è la storia del cinema ad aiutare (una sequenza è copiata pari pari da Apocalypse Now).

La notizia positiva è che McG svolge un lavoro migliore di quanto ci si potrebbe attendere dal regista di Charlie's Angels, non proprio il materiale più attinente a questa serie. La notizia negativa è che, oltre a quella appena fornita, ci sono veramente poche notizie positive da comunicare. Scavando, qualcosa di buono si trova. I titoli di testa, per esempio, funzionano bene, così come alcune spettacolari scene con l'elicottero. E sarebbe ingeneroso non ammettere che, per un'ora e mezza, il film si lascia vedere senza grossi problemi. Certo, cose sbagliate ci sono anche lì. Basti pensare a un'assurdità esibizionistica da parte di John Connor assolutamente fuori luogo, così come a una sottotrama tra la Bloodgood e Wothington che non funziona bene (l'impressione è che sia stato tagliato materiale importante nel loro rapporto). Inoltre, una scena d'azione risulta veramente infinita e troppo carica di roba. Così, la prima ora diventa una sorta di lungo prologo, come se anche questo fosse un film di origini (in parte lo è, ma non dovrebbe esserlo in maniera così eccessiva).

Il problema vero, tuttavia, quello che non consente di fornire alla pellicola almeno la sufficienza, è la parte conclusiva, che non ha assolutamente senso, se non per stupire (cosa in cui peraltro non riesce). Da una parte, ci si chiede se John Connor è veramente degno di essere il leader della resistenza, considerando che fa delle cose assurde e insensate. Peraltro, Christian Bale, di per sé discreto nell'interpretazione, forse è più adatto a ruolo oscuri e dark, come Batman, che a eroi sicuri di sé come questo. Inoltre, in questo film la difficoltà di reggere un ruolo già interpretato non da uno, ma da due attori diversi è veramente notevole. E d'accordo che Edward Furlong e Nick Stahl erano giovani all'epoca, ma il ricordo degli appassionati non può certo svanire in un attimo. D'altra parte, ci si chiede se la Skynet è veramente la società che ha quasi annientato la specie umana, viste alcune scelte inspiegabili. Insomma, quello che un tempo era una disputa apocalittica e affascinante, qui sembra una scaramuccia tra i giocatori di riserva delle due squadre.

Per esempio, qualcuno mi spieghi come il personaggio di Kyle Reese dovrebbe dare l'impressione di poter essere sopravvissuto per anni al disastro. Invece, vanno fatti i complimenti a Sam Worthington, che dimostra di avere un carisma notevole e di inserire una grande energia nel suo ruolo. Sicuramente, è un'ottima notizia per Avatar del già citato Cameron, in cui Worthington è il protagonista.

In sostanza, quello che andrebbe rimproverato a McG è di non essere riuscito ad andare oltre un semplice spettacolone senza una grande anima, pieno di gadget (le moto potevano risparmiarsele), ma senza che si sentisse veramente la carne e il sudore umano dei protagonisti combattenti. Diciamo non un inizio interessante per questa nuova trilogia. Anche se, visti i dati americani non straordinari, non giurerei che vedremo veramente altri due sequel...

Fonte: BadTaste
 
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Arriva "Salvation", quarto capitolo della celebre serie cinematografica
a base di battaglie e scene d'azione. Con le macchine assolute protagoniste

Terminator, torna la saga-cult
"Ma le vere star sono i robot..."

A dirlo è il protagonista, Christian Bale: "Al cinema non vengono a vedere noi attori"
E qualche mese fa hanno fatto scalpore su YouTube i suoi insulti sul set
di CLAUDIA MORGOGLIONE


ROMA - Il senso profondo di Terminator Salvation - quarto capitolo di una delle saghe più celebri del cinema d'azione - lo ha spiegato benissimo il suo interprete principale, la star Christian Bale: "Abbiamo iniziato pensando di essere noi, gli attori, i protagonisti - ha detto recentemente - ma in fondo non è così. Le persone non vengono a vedere noi. Dovevamo fornire una storia, perché non importa quanto siano grandi i robot o le esplosioni, c'è comunque bisogno di una buona storia, altrimenti qual è la ragione per farlo? Ma guardiamo in faccia la realtà: giustamente sono loro, le macchine, le stelle della pellicola...".

E in effetti, dopo aver assistito alla prima delle proiezioni stampa italiane del film - nelle sale dal 5 giugno, distribuito da Sony Pictures - le parole di Bale suonano più vere che mai. Tutto comincia dal fatto che in questo episodio numero 4, firmato dal regista McG (che ha già diretto i due Charlie's Angels), il "giorno del giudizio" citato nei capitoli precedenti è ormai avvenuto. Siamo nel 2018, e Skynet, un enorme ammasso di intelligenze artificiali, ha già operato la sua distruzione nucleare sulla Terra. Lasciando solo sparuti gruppi di esseri umani superstiti.

Conseguenza: due novità forti, rispetto agli altri tre Terminator. La prima è che il tono del film è essenzialmente bellico: 115 minuti di battaglie quasi ininterrotte tra maccchine e uomini. Molto più che nei precedenti. La seconda - che riporta alle parole già citate di Christian Bale - è che le macchine sono le grandi protagoniste, visto che il mondo è interamente dominato da loro: da qui la presenza di decine e decine di Terminator, in tutte le forme. Per non parlare dell'apparizione di Skynet, a cui i realizzatori hanno prestato particolare cura: "E' come un esercito contemporaneo - ha dichiarato il regista, McG - ci sono macchine in acqua, sul terreno e in cielo. Ma non volevo un mondo di robot scintillante: volevo invece una patina sporca sul metallo delle macchine, come se fossero vecchi carri armati sovietici".

Ed è in questa ambientazione post-apocalittica, in cui ammassi di ferraglia sono pronti a sterminare chiunque respiri, che si muovono i nostri eroi umani. A cominciare da John Connor, già protagonista della seconda e della terza pellicola: l'unico umano in grado di sconfiggere i robot. Per questo nel primo Terminator, (diretto da James Cameron nel 1984) un androide veniva inviato indietro nel tempo, per eliminare sua madre Sarah e non farlo nascere. Ma i tentativi, come sa chi ha visto i film precedenti, sono stati sventati: ed ecco Connor versione adulta (Christian Bale), diventato uno dei dirigenti della Resistenza contro le macchine, con compagna incinta (Bryce Dallas Howard) al seguito.

Le cose si complicano quando, prima di sferrare un attacco che si spera mortale a Skynet, il protagonista scopre che tra la gente prigioniera all'interno c'è Kyle Reese (Anton Yelchin, visto nell'ultimo Star Trek): ovvero colui che sarà mandato nel passato a proteggere sua madre, che concepirà un figlio con lei e che dunque diventerà suo padre... Da qui la necessità di salvarlo, prima che succeda qualcosa che avrà effetti devastanti sul futuro. E nel compiere questa missione, Connor dovrà decidere se fidarsi di Marcus Wright (Sam Worthington, che ritroveremo come star di Avatar di James Cameron), un ambiguo ibrido uomo-macchina.

Insomma: tra battaglie militari e scene d'azione, per i fan un'occasione per tornare ai temi-clou della saga: quello della pericolosità delle intelligenze artificiali; o quello dei complicati incroci tra passato, presente e futuro. E poi la chicca: il cameo di Arnold Schwarzenegger, in versione robot cattivo (come nel primo Terminator; nel secondo, invece, veniva riprogrammato e diventava buono). Però, come già ampiamente annunciato, la fugace scena in cui appare è interamente virtuale: sono state rimontate digitalmente alcune sue riprese dell'epoca.

Ma la pellicola che sta per uscire nelle nostre sale ha fatto discutere anche per motivi extracinematografici. E cioè per il comportamento bizzoso e aggressivo tenuto durante la lavorazione da Bale - più divo che mai, dopo i due ultimi Batman: prima ha rifiutato il ruolo di Marcus che gli era stato offerto, costringendo a riscrivere la sceneggiatura allargando il personaggio (inizialmente minore) di John Connor. Poi qualche mese fa su YouTube ha fatto scalpore un suo audio dal set, in cui dava in escandescenze insultando tutti. Lui si è scusato pubblicamente: ma il suo essere sopra le righe forse spiega perché la sua interpretazione risulti meno convincente del solito.

Fonte: laRepubblica.it
 
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E' uscito oggi sulle pagine de La Stampa il primo articolo che di fatto da ampio spazio a Terminator Salvation.

Schwarzy "benedice" Terminator 4

Il primo episodio orfano del suo simbolo
LORENZO SORIA
LOS ANGELES


Quando gli hanno affidato Terminator Salvation, quarto della saga nata nel 1984 con James Cameron alla regia e Arnold Schwarzenegger nella parte del robot T-800, McG (il cui vero nome è Joseph McGinty Nichol) è andato a trovare entrambi per avere la loro benedizione. «Mi considero un figlio loro, un prodotto del loro cinema», spiega il regista. Non ebbe grande soddisfazione. Schwarzenegger, diventato nel frattempo Governatore della California con lo slogan di «terminare» sprechi e deficit, si lamentò perché il film sarebbe stato girato in New Mexico e non nel suo Stato. Cameron, occupato nella produzione di Avatar, il film in 3-D che promette di rivoluzionare l’esperienza del cinema, gli disse molto sibillinamente «preferisco un film bello a uno brutto», ma come ricorda McG gli diede anche «una spinta per andare avanti».

Il nuovo Terminator è stato ambientato nel 2018, quattordici anni dopo il Giorno del Giudizio e quando Skynet, il sistema di intelligenza artificiale creato per difendere gli Stati Uniti, si è rivoltato contro i suoi creatori e ha quasi annientato l’umanità a colpi di bombe nucleari. Gli ultimi uomini vivono in un mondo post-apocalittico, nascosti in deserti e metropoli desolati e braccati dai terminators. Ma c’è ancora una frangia di resistenza e c’è John Connor, questa volta interpretato da Christian Bale che ha lasciato a casa il mantello di Batman. E che trova sulla sua strada un personaggio di cui all’inizio è molto sospettoso: un ibrido chiamato Marcus Wright, un modello creato da SkyNet che sarà determinante nella corsa a salvare l’umanità e che nel film è interpretato da Sam Worthington, un attore australiano che Cameron ha voluto come protagonista di Avatar.

Una volta, fino a non molti anni fa, c’erano i filmoni estivi fatti di esplosioni, inseguimenti, effetti speciali diretti soprattutto ai teenager. «Popcorn movies», li chiamano a Hollywood. Adesso, da Batman a Superman a Iron Man i nostri eroi hanno tratti anche poco eroici e dei traumi nel loro passato che spiegano imperfezioni e psicosi. Il nuovo Terminator fa parte di questo filone e McG spiega: «Quando fai un film come questo non puoi non dare al pubblico delle esplosioni, ma devi avere anche una storia e dei personaggi con i quali identificarsi».

E’ questo il motivo per cui si è rivolto a un attore come Christian Bale, che sostiene: «Il mio Connor è un tipo con molti problemi, sa che deve combattere, ma soffre per la perdita dei compagni e teme di non poter essere il leader che tutti si aspetterebbero da lui. Adesso ha una seconda chance nella vita, un tema che ricorre nel film». E una nuova change anche Worthington l’ha avuta: prima di fare l’attore lavorava come muratore, poi un giorno ha accompagnato la fidanzata a un’audizione, e destino ha voluto che abbiano preso lui e non lei. «Quando costruisci una casa, metti un mattone alla volta - sostiene Worthington -. Con la mia carriera accade lo stesso, procedo un passo alla volta». E che cosa prova nel vedere il suo volto sui cartelloni di Sunset Boulevard? «Provo incredulità - risponde -. Nel paesino dell’Ovest dell’Australia dove sono cresciuto non c’erano cinema. E la gente non viaggiava».

A film quasi finito, McG è tornato da Schwarzenegger, il cui ultimo film prima della sua avventura in politica era stato il numero tre della serie Terminator. Rimase scettico, un po’ confuso. Poi McG è tornato con il film montato e finalmente l’attore-governatore si è spinto più in là di una semplice benedizione: ha dato il permesso di far apparire il suo volto nel film, grazie agli effetti generati col computer. Il regista ora spera che il pubblico reagisca come già Schwarzenegger. «Quando il pubblico vedrà che cosa abbiamo fatto ci seguirà - conclude -. Abbiamo restituito credibilità a Terminator».

Fonte: LaStampa
 
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La vera guerra di Terminator Salvation
Non è quella tra l'umanità e i robot, ma quella tra chi difende e chi stronca il quarto capitolo della saga di fantascienza.

Quando è stato annunciato che si sarebbe girato un quarto capitolo della saga di Terminator e che sarebbe stato diretto da McG, regista dei due Charlie's Angels, in molti hanno storto il naso. Che ne sarà dei due film che tanto hanno significato per la fantascienza degli anni '80 (il primo Terminator) e degli anni '90 (Terminator 2: Il giorno del giudizio)? E soprattutto: potrà McG far peggio di Jonathan Mostow, dietro la macchina da presa in occasione di Terminator 3, oppure della deludente serie tv The Sarah Connor Chronicles?

Poi è saltato fuori il nome di Christian Bale come protagonista, uno dei migliori attori anglofoni della sua generazione: forse il film aveva qualche speranza. E alla sua uscita, il 21 maggio 2009, Terminator Salvation ha incontrato, come previsto, l'ostilità di molti ma anche il favore di una buona fetta della stampa americana. Tra i più entusiasti dell'operazione c'è ReelViews, che la butta sul confronto con un'altra celebre saga: "con la sua idea di una ribellione contro un implacabile impero del male, c'è più che un po' di Star Wars nel film, anche se nemmeno L'impero colpisce ancora era così oscuro".

Ed è proprio il lato più dark e cupo di Salvation ad aver convinto molti critici. Come Variety che lo definisce "più dark, più scuro e più stilisticamente risoluto" dei suoi immediati predecessori, grazie anche a "un riguardo vecchio-stile per l'eroismo umano (e umanoide)". Anche Premiere lo promuove come "un eccellente calcio di inizio per la stagione estiva" nonostante "qualche elemento della trama sia sciocco". E il New York Times ne apprezza l'umiltà: "non fa sfoggio né delle aspirazioni intellettuali di Star Trek né delle ambizioni microcefale di Wolverine, ma invece sembra sia a suo agio con i propri limiti che giustamente orgoglioso dei suoi risultati".

Ovviamente, non tutti la pensano così, ed è divertente vedere l'altra metà del cielo che lo massacra impunemente: come il New Yorker che lo definisce "confuso e senza senso dell'humor", Austin Chronicle che ne scrive "interamente privo di qualunque tipo di anima", o il New York Magazine secondo cui il film indurrebbe all'emicrania. Il Baltimore Sun si spinge oltre, chiamandolo "la definitiva parodia heavy metal", Salon.com chiosa con un sarcastico "chiaramente le macchine hanno vinto", e anche Roger Ebert si diverte a scherzarci sopra: "Ti dà tutto il piacere di un video game senza il fastidio di doverci giocare".

Fonte: SKY.it
 
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Ovvio che andrò a vederlo. Come è ovvio che non mi farò condizionare dalle critiche degli "esperti". Se fosse per loro non so quanti ottimi film mi sarei perso!

I trailers mi hanno catturato, anche se però si vede che McG non è Cameron. Come vorrei non avesse mai girato Titanic!
 
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Terminator Salvation è uscito negli USA il 21 maggio, mentre gli appassionati del nostro paese dovranno attendere ancora qualche giorno, fino al 5 giugno, per gustare la quarta avventura della saga, la prima senza la maschera dura e arcigna del governatore Arnold Schwarzenegger. D'oltreoceano arrivano pertanto già le prime recensioni, che complessivamente non bocciano il film, ma ne evidenziano parecchi punti deboli.

Comincia The Hollywood Reporter, sito specializzato in tutto ciò che succede nella mecca del cinema e dintorni; nell'insieme il film viene giudicato discretamente buono, soprattutto per quanto riguarda gli effetti speciali (tra l'altro il film è dedicato alla memoria di Stan Winston, creatore degli effetti del primo Terminator). Invece è giudicata insufficiente la parte recitata; pur salvando le interpretazioni di Christian Bale e Sam Worthington, la sceneggiatura viene giudicata troppo piatta e convenzionale, ingabbiando gli attori in stereotipi dai quali non riescono a staccarsi.

Stessa solfa per il New York Times che loda gli effetti speciali digitali, a cui viene aggiunto quel tocco di "ruvidezza" per renderli ancora più credibili, nonché il ritmo sostenuto senza cadute di stile. Sci Fi Movie Page non è affatto tenero con il film: lo considera addirittura un ulteriore passo indietro nello sviluppo della saga, dopo il già non convincente terzo capitolo. Secondo il sito, il regista McG, nell'intento di dare una nuova direzione alla serie, ha fatto un pasticcio, tanto che i momenti migliori sarebbero quelli che fanno riferimento ai precedenti episodi, e che mettono un po' di chiarezza nella trama, condita da dialoghi non propriamente brillanti. Inoltre il ruolo di Connor/Bale sarebbe sacrificato a favore di quello di Wright/Worthington.

Il Los Angeles Times parla di "qualcosa dello spirito della saga che si è perso". Anche qui in evidenza gli effetti speciali e il ritmo di uno script che non assiste a sufficienza gli attori, primo fra tutti Bale che soccombe al cospetto di Worthington. E la critica non è a Bale, considerato uno dei migliori attori della sua generazione, ma alla sceneggiatura che, pur con spunti convincenti, non consente allo splendido nuovo interprete di Batman di esprimere la sofferenza e il dubbio interiore che sono il pezzo forte della sua capacità recitativa.

Anche il Chicago SunTimes continua nella stessa direzione, condivisa da diverse altre recensioni: comparto tecnico di prim'ordine, trama e interpretazione così così. Alla fine tutti o quasi rimpiangono l'assenza del vecchio Schwarzy (in realtà presente in un minuscolo cameo "digitale"). Come dire, anche nel futuro non è stato inventato niente di meglio del classico: "Hasta la vista, baby".


Fonte: CorrieredellaFantascienza
 
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Cooming Soon promuove a pieni voti Terminator Salvation

Giunta al quarto capitolo, la saga di Terminator arriva finalmente in quel futuro che negli episodi precedenti si era solamente intravisto, rappresentato come tempo oscuro e dominato dalle macchine ribelli. Basandosi su queste pochissime scene il regista McG e la troupe tecnica messa al suo servizio hanno elaborato un’ambientazione di enorme impatto visivo, un mondo devastato dalla guerra tra umani e cyborg, dove a prevalere sembra il metallo scuro, corroso e sporco di questi ultimi. Dopo una serie di visioni post-apocalittiche regalateci dal cinema in questi ultimi anni – da The Day After Tomorrow a Io sono leggenda, tanto per citare i più riusciti – Terminator Salvation continua a mostrarci con sorprendente efficacia un ambiente urbano ormai desolato, che provoca nello spettatore un senso di stupore ed insieme di inevitabile angoscia; merito di ciò va attribuito alla coerenza estetica con cui McG ha costruito il suo film, ruvido e polveroso ma mai ostentatamente “costruito” per essere tale. Se anche può sembrare assurdo, adoperare un vocabolo come “realistica” per descrivere l’ambientazione di questo film non è poi così lontano dalla verità.

Un altro punto a favore di Terminator Salvation sta nell’idea precisa di cinema che c’è dietro ad esso, che è più specificamente quella del “B-movie” con cui James Cameron aveva girato sia l’originale del 1984 che, può sembrare paradossale, il costoso sequel del 1991. La mancanza di budget del primo Terminator si era rivelata, soprattutto grazie alla maestria di Cameron, proprio l’arma vincente di quel film: pochissimi fronzoli, storia assolutamente centrata sul binomio azione/reazione, ritmo narrativo calibrato alla perfezione e conseguente messa in scena scarna, precisa, mai divagante. Lo stesso può essere detto per Terminator 2: il giorno del giudizio, che adoperava i notevolissimi effetti speciali del tempo al fine di metterli al servizio di una visione di cinema mai disgiunto dalle necessità narrative. Il terzo film diretto da Jonathan Mostow invece “sfoggiava” il suo spettacolo, si soffermava sull’imponenza degli F/X e trasformava troppo spesso in meraviglia fine a se stessa le numerose e lunghissime scene d’azione. Pur con un budget a disposizione di 200 milioni di dollari, McG compie invece una notevole inversione di marcia e torna all’idea di Cameron, puntando sull’efficacia degli snodi narrativi della sceneggiatura, fornendole momenti spettacolari nella loro funzionalità drammaturgica e quindi mai gratuiti.

La forza del film quindi sta nell’essere un ottimo prodotto d’intrattenimento che però non vuole imbonire il pubblico con facili clamori, ma gli fornisce un concentrato di azione, adrenalina ed effetti speciali di ottima fattura, tutti necessari allo sviluppo della trama. Tanto per intenderci, McG non dimentica che buon cinema di intrattenimento può essere non solo l’esplosione fragorosa o l’abuso di CGI, ma anche una bella scazzottata girata e montata con il giusto ritmo. Altro grosso merito sta nella scelta dei due protagonisti: Christian Bale continua nel suo lavoro sul personaggio, costruendo film dopo film un “tipo fisso” solido, stringato ed efficace. La vera sorpresa è però Sam Worthington, dotato di una non indifferente presenza scenica e capace di fornire di umanità virile il suo personaggio, sicuramente il più sfaccettato dell’intera storia. Non altrettanto precise purtroppo le costruzioni delle figure femminili, soprattutto quella di una Bryce Dallas Howard abbastanza abbandonata a sé stessa.

Sfruttando le fascinazioni non soltanto dei capitoli precedenti, ma anche di molto cinema di fantascienza del passato – un altro titolo che non può venire in mente è Atto di forza di Paul Verhoeven – Terminator Salvation porta avanti con notevole aderenza l’universo filmico precisamente dedicato al cyborg assassino inventato da James Cameron. Nel far questo il film riprende gli input e le indicazioni del cineasta originario e li trasforma in una visione coerente e sinceramente spaventosa del conflitto umani/macchine. Da McG, autore in precedenza dei divertenti ma tutto sommato “ciarlieri” Charlie’s Angels, non ci saremmo onestamente aspettati un’operazione così precisa negli intenti e così coerente nel portarli a compimento.

Fonte: Cooming Soon
 
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Dopo l'Apocalisse, risorge Terminator, primo episodio ambientato nel futuro, abitato da due eroi e pervaso da suggestioni politiche

Voto: 3.5/5

Marzia Gandolfi

Anno 2003. Marcus Wright è detenuto nel Braccio della Morte in attesa di ricevere l'iniezione letale. Ha ucciso suo fratello e due poliziotti e vuole soltanto farla finita ma la dottoressa Serena Kogan ha deciso per lui un altro destino. Firmato un documento legale che consegna il suo corpo alla scienza e gli promette una seconda opportunità, Marcus viene ‘terminato'. Anno 2018. John Connor, leader ideale e carismatico del genere umano, partecipa alla Resistenza contro Skynet, il network di intelligenze artificiali, e il suo esercito di Terminator indistruttibili. Efficace e intraprendente, è deciso a sferrare un attacco mortale al nemico, a trovare suo padre Kyle Reese e a garantire un futuro all'umanità dopo l'apocalisse nucleare scatenata dalle macchine. Lo aiuterà Marcus, galeotto venuto dal passato e portatore di un segreto. Diffidenti ma determinati a vincere la loro battaglia, collaboreranno e troveranno la verità nel cuore.
La terza avventura del cyborg Terminator (Le macchine ribelli) non aveva incontrato il favore del pubblico, figuriamoci dei fan. A mancare era la capacità visionaria del cinema di James Cameron, autore dei primi due episodi, e ancora il cervello e le emozioni fusi insieme in una coppia indissolubile come Sara e John Connor. La sfida raccolta da McG, di ingrassare e richiamare alla vita una macchina fantascientifica pronta a sfidare l'eternità, era perciò ardua e quantomeno temeraria. Insperabilmente il quarto capitolo, che apre la strada a due sequel, “decide il futuro” ed è il primo ambientato nel futuro, non è un prodotto d'azione americano adagiato e consolatorio ma abitato da suggestioni politiche e mitiche. Calcando il terreno della politica e dell'etica (la messa in scena di un teatro di guerra, la riduzione dell'uomo a macchina, lo sguardo dell'altro, che va abbattuto, cancellato, estirpato), Terminator Salvation è innanzitutto un viaggio di apprendimento, non solo uno spostamento da un punto a un altro, né un semplice percorso narrativo, quanto piuttosto un itinerario obbligato che avvicina al prossimo chi lo compie, nel tentativo di costruire insieme qualcosa di cui si avverte l'essenziale necessità. La figura dell'eroe in Terminator Salvation è duplice, con possibile spiazzamento dello spettatore più tradizionalista. La sceneggiatura di Brancato&Ferris ammette la presenza di due eroi, uno trionfante e l'altro soccombente. Uno è John Connor, che sta facendo il suo percorso di formazione per diventare leader effettivo della Resistenza, l'altro è Marcus Wright, prototipo da infiltrazione, che inevitabilmente compirà il percorso sacrificale. L'antagonista del Connor di Bale non è solo la robotica inespressività e il cubismo muscolare del cyborg di Schwarzenegger (evidente omaggio alle puntate precedenti e alla personalità cinematografica dell'attore austriaco) ma è soprattutto il “prototipo” di Sam Worthington, che supera i confini fisici umani mantenendo tracce di umanità. Se Schwarzenegger è l'istituzione che simboleggia e (re)incarna il prodotto della politica piegata al potere e di un establishment appena sconfitto, Bale e Worthington sono lo specchio delle tendenze politiche dominanti negli States. McG riprone allora la relazione binaria dei film di Cameron, in cui il rapporto con l'altro è spesso conflittuale sul piano dei sentimenti e su quello della pura e semplice sopravvivenza.
John e Marcus si misurano con l'apocalisse nucleare e con i gravosi compiti del loro ruolo: uomo, il primo, che dice (e fa) cose clamorose (“non si uccidono i civili inermi”), creatura nata in laboratorio, il secondo, che guarda commosso i vecchi esseri umani con le loro passioni e i loro errori. Il loro contatto, la combinazione di un un'autentica umanità dentro un corpo ideale, crea l'uomo che si aspetta, il nuovo eroe che saprà riconciliare l'uomo e la macchina (proiezione della sua potenza, del suo sogno e del suo fallimento) e, fuori di metafora, l'America imperiale e il mondo degli oppressi. Il quarto episodio, coniugando la spettacolarità dei set e l'incalzare dell'azione con l'emergere di un'emozione profonda, produce un cinema inquieto e ideologico, un'iconografia infernale e bellicistica, che ingaggia una battaglia con la macchina da presa, ostinata come un T- 800, nel rivendicare la propria potenzialità fotogenica sul punto di deflagrare in mille pezzi.

Fonte: MyMovies
 
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view post Posted on 6/6/2009, 17:33Quote
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Un'immagine descrive meglio quello che penso di questo film:

image

Ottimo, non pensavo comunque che Schwarzenegger venisse usato così...

Mi sa che andrò a rivederlo...
 
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view post Posted on 6/6/2009, 17:53Quote
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Ieri sera sono andato a vederlo e da ieri sera lo sto adorando.
Sarà per il fatto che non aspettavo moltissimo o sarà per il fatto che un regista sconosciuto è riuscito a mettere su un film, passatemi il termine, con i controcazzi?

Io propendo per la seconda opzione dal momento che il film ti tiene incollato alla poltrona del cinema dall'inizio alla fine senza nemmeno farti venire in mente di andare a prendere i pop corn nella pausa per timore di perdere l'inizio del secondo tempo.

Bravo Bale nel ruolo di Connor ma ancora più bravo questo emergente Sam Worthington. Il suo Marcus Wright è a dir poco fenomenale. Devo ammettere che ho anche apprezzato la recitazione di Michael Ironside, antipatico leader della Resistenza che finirà per affondare negli abissi col suo sottomarino.

Ma passiamo alla storia.
Il primo tempo sembra un lunghissimo prologo che, tra un dialogo e un'esplosione, spiega questo 2018 facendo un giusto omaggio alla prima trilogia. Omaggio che viene completato nel secondo tempo col cameo (riuscitissimo) di Schwarzenegger nelle vesti del T-800 cattivo.

Ora io mi chiedo come un film del genere possa negli USA faticare a raggiungere i 100 milioni di dollari. Io sono fan di Terminator e di Star Trek ma, non me ne vogliate, credo che questo quarto capitolo della saga inventata da Cameron, spentasi un pochino con Mostow, e tornata a brillare con McG, sia superiore all'acclamatissimo film di Abrams.

Voto finale?
Partendo dal presupposto che i primi due sono un nove mentre il terzo un sette risicato, questo Salvation si merita sicuramente un OTTO abbondante.

Edited by .:|Carter|:. - 6/6/2009, 19:14
 
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view post Posted on 6/6/2009, 18:16Quote
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Mi sa che andrò a rivederlo...

Non riuscirò ad aspettarlo in DVD, quindi farò altrettanto.
 
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view post Posted on 6/6/2009, 19:40Quote
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CITAZIONE (.:|Carter|:. @ 6/6/2009, 18:53)
Ora io mi chiedo come un film del genere possa negli USA faticare a raggiungere i 100 milioni di dollari. Io sono fan di Terminator e di Star Trek ma, non me ne vogliate, credo che questo quarto capitolo della saga inventata da Cameron, spentasi un pochino con Mostow, e tornata a brillare con McG, sia superiore all'acclamatissimo film di Abrams.

Sono d'accordo, questo film supera Star Trek sotto molti aspetti... non riuscivi a staccare lo sguardo dallo schermo... McG è stato grande!

Due cose però non mi convincono:
-Nei primi 2 film si parla di T-800 con la pelle di gomma, prima di quelli in pelle, qua salta subito fuori quello in pelle.
-Che fine ha fatto Derek Reese?

Edited by Enrico1989 - 6/6/2009, 22:49
 
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